Una sosta è una sosta, non una lunga permanenza…può durare una settimana, 2 o forse 3…ma non 4 mesi!
Eppure iniziò tutto così…per caso, sapete che da Brisbane, dopo aver salutato Laura, eravamo diretti a Byron Bay…peccato che non abbiamo mai trovato una sistemazione, decidiamo perciò di avvicinarsi, prima Surfers Paradise e poi tappa a Coolangatta.
E da qui tutto ebbe inizio…la storia del Sands Hostel e del corso d’inglese già la sapete, così della sclerotica e frigida Severine, nostra flatmate per 5 settimane…ora è arrivato il momento di svelare i segreti più nascosti…
Cercheremo così di farvi un riassunto di quello che è successo in questi 4 splendidi mesi, delle nostre risate, dei nostri incontri con i personaggi più strani…ma soprattutto dei nostri disastri.
Dopo la nostra permanenza al Grove, ci trasferiamo a Rainbow Bay, con Jason, nostro collega di lavoro, nonché un australiano doc…passava le sue giornate di infortunio dal lavoro, solo lui sa dove e per lo più ubriaco…ordinaria amministrazione in Australia.
E con Rainbow Bay hanno inizio le nostre disavventure…
Abbiamo visto cose che voi comuni mortali italiani non potete nemmeno immaginare… Abbiamo visto gente (le Sare...per chi non l'avesse capito) chiudersi fuori casa e accedervi dopo aver chiamato i soccorsi con tanto di scala
Abbiamo visto giovani donne esibirsi in acrobatiche pelle di leone con tanto di vestitino e stivali
Abbiamo visto giovani stiliste lavare i candidi camici da lavoro dimenticandosi nella taschina il nero pastello di cera… il risultato?modello muccato autunno inverno 2008
…cambia location ma i disastri continuano…siamo di nuovo al Grove, ospiti da John, cuor di leone, australiano sulla sessantina, di Melboure, che nella vita casalinga si schiera con cappello di lana e occhiali da sole per guardare la Tv e aumenta il suo savoir faire ruttando in faccia alle donzelle (scusandosi) e scroccando dolci ai suoi guests.
Un grande, sempre disposto ad aiutarci e a sopportarci...poverino, in giro di 2 settimane siamo riuscite a bucar una ruota e scassinare la forcella di due delle sue belle bici...
Ora la perla finale però, le lupacchiotte perdono il pelo (a volte neanche quello) ma non il vizio… Dopo mille raccomandazioni sull’utilizzo della lavatrice, decidiamo di fare il bucato…il risultato: ricreiamo un ambiente paludoso nella moquettata John’s house, riusciamo soltanto a limitare i danni raggiungendo a stile libero le valvole dell’acqua e chiudendole.
Ragazzi, non male eh?Quante risate...ma anche quanti infarti...
Ora, siamo ad Airlie beach, ripensiamo spesso a Coolangatta, ormai diventata la nostra seconda casa...ma soprattutto ripensiamo ai personaggi spettacolari e stravaganti che abbiamo conosciuto, come dimenticarli...come dimenticare tutte le nostre risate ma soprattutto i soprannomi dati!
Come dimenticare i nostri amici brasiliani...nonchè la Chico Negao family, Chico, il noioso, il molesto, l'uomo che parla ai manichini, parmigione e il Maradona dei poveri o i colleghi della prawns factory, la serpe, la geisha, la signora delle banane, Lorens d'Arabia e l'uomo tatuato...e ancora....l'uomo seven eleven, Balù, Special guest, Il comodo,Because you live, le barbie, l'olandese volante, Paperino e Capuzzone, occhi celesti, Ermanno...e infine le cozze neozelandesi...questi i principali...
Portando sempre con noi il ricordo di queste belle persone ci stiamo avventurando in un periodo di transizione qui ad Airlie Beach in attesa di trovare al più presto un lavoro che ci permetta di proseguire il nostro super trip...rimanete in attesa dell'aggiornamento del diario di bordo, siamo certe che qualcos'altro capiterà...passo e chiudo...grazie Coolangatta!
sabato 28 giugno 2008
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